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LULLI (DS): STUDI DI SETTORE; UNA RISOLUZIONE IN COMMISSIONE FINANZE PERCHE’ SIANO RIVISTI E ADEGUATI ALLA REALTA’ DELLE IMPRESE

Dopo gli appelli delle Associazioni di categoria a rivedere e possibilmente sospendere a tempo determinato gli studi di settore, l'On. Andrea Lulli ha firmato insieme ad altri colleghi dei DS e della Margherita una risoluzione in Commissione Finanze della Camera per impegnare il Governo ad assumere tutte le necessarie iniziative, anche di carattere normativo, volte a definire, anche attraverso forme di collaborazione e consultazione con le categorie economiche interessate, strumenti atti ad individuare tempestivamente le situazioni di crisi strutturale o congiunturale relative ai settori economici coinvolti dagli studi di settore, al fine di garantire una maggiore aderenza degli studi stessi all'effettiva situazione economica delle diverse imprese.

In realtà, le modifiche apportate dalla legge n. 311 del 2004 (legge finanziaria 2005) alla disciplina in materia di revisione degli studi e di accertamento, hanno introdotto diversi elementi di criticità, ingenerando forti preoccupazioni nel mondo economico.

In particolare, secondo i dati diffusi da Confartigianato e CNA, la percentuale di soggetti iscritti alle associazioni i cui ricavi risulterebbero non congrui rispetto agli studi sarebbe aumentata del 15 per cento, in quanto gli studi revisionati non coglierebbero adeguatamente lo stato di difficoltà in cui versa il sistema delle, piccole e medie imprese in molti settori del compatto manifatturiero, dovuto soprattutto alla concorrenza sui costi operata dalle imprese dei paesi emergenti. Così 'introduzione, nell'ambito degli studi, di un correttivo congiunturale basato sui consumi elettrici, i quali sono stati assunti come indicatore del ciclo economico, non rappresenta in modo corretto la grave condizione di difficoltà reale nella quale si trovano molti operatori, soprattutto quelli operanti per conto terzi. Risultato che questi soggetti non dispongono della forza contrattuale sufficiente per ottenere dai propri committenti prezzi adeguati a remunerare adeguatamente la propria attività, e sono pertanto esposti ad un crollo dei ricavi. E' attesa adesso la risposta del Governo.

Scarica il testo della risoluzione