MADE IN ITALY: LULLI (DS), IL SI' E' UN PRIMO PASSO MA SERVONO PIU' RISORSE
Primo si' dell'Aula della Camera alla legge che istituisce i marchi per la riconoscibilita' e la tutela della qualita' dei prodotti italiani. Il testo, che passa al Senato, e' stato approvato praticamente all'unanimita', con un solo voto contrario.
Tra le principali novita' introdotte, l'istituzione di un marchio doc per i prodotti manifatturieri italiani dal nome '100% Italia' di proprieta' dello Stato e una ''carta di identita''' che garantisca la tracciabilita' della produzione.
''Con l'approvazione della legge sul made in Italy, un primo passo l'abbiamo fatto. Si tratta di un segnale importante che punta a delineare una politica di valorizzazione della produzione italiana, e non soltanto a proteggerla come qualcuno sostiene''. Cosi' Andrea Lulli (Ds), relatore della proposta di legge, commenta il voto della Camera. ''Non si tratta di una norma anti europea, ne' di una norma protezionistica, ma di una legge che vuole mettere le filiere delle imprese produttive nella condizione di difendere la propria professionalita' per avviare necessari progetti innovativi. Resta il rammarico - conclude Lulli - di risorse fuggite in corso d'opera e del ruolo eccessivo concesso al ministero dell'Economia nella gestione del marchio e delle etichettature''.
''Sono soddisfatta - aggiunge Paola Mariani, della commissione Politiche dell'Unione europea - perche' la Camera ha detto si' a un provvedimento atteso da molto tempo dalle piccole e medie imprese italiane, del settore tessile e calzaturiero in particolare. Il testo di legge offre l' opportunita' alle imprese che vogliano richiederlo di utilizzare il 'marchio 100% Italia', qualora i manufatti prodotti corrispondano a certe caratteristiche di qualita'''.
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