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PRIMARIE DELL'UNIONE: UNA VALANGA DI VOTI PER PRODI

Una valanga di voti, una valanga di voti per Prodi. A Prato e provincia hanno votato 27358 elettori, quasi il triplo di quei 10mila che alla vigilia l’Unione riteneva un buon risultato. L’81.1% ha scelto Prodi, il 13.8% Bertinotti, il 2.5% Di Pietro, l’1.6% Pecoraro Scanio, per gli altri candidati solo percentuali trascurabili, 54 le schede bianche e 107 le nulle.Alle primarie ha così partecipato un elettore su tre fra quelli che alle ultime regionali avevano votato i partiti dell’Unione (il dato è il 33% in provincia, il 34% in città).

E al quartier generale di via Rinaldesca ieri notte si festeggiava, fra bottiglie di spumante, telefonini impazziti e abbracci a non finire. «Impressionante e bellissimo», secondo Gianni Del Vecchio, leader dei Ds. «Straordinario», per il coordinatore della Margherita Lamberto Gestri. «Un grande succcesso di popolo», secondo il segretario di Rifondazione Alessio Nincheri. Oltre 27mila voti sono cinque volte tanti quelli registrati alle primarie (un po’ finte...) dei Ds dello scorso febbraio, quando si dovevano scegliere i candidati alle regionali. Nessuno in via Rinaldesca si aspettava un risultato del genere, fra le affluenze più alte in Toscana e in Italia.Che le primarie sarebbero state un successo di partecipazione lo si era capito subito. Alle 13 avevano votato già più di 8mila persone (la soglia che l’Unione pratese considerava minima, ma a seggi chiusi), alle 18 erano già 19mila. Talmente alta è stata l’affluenza che già in tarda mattinata la schede elettorali si andavano esaurendo, così la macchina organizzativa ha dovuto correre ai ripari, con le fotocopiatrici di Ds e Cgil che andavano a tutta birra per produrre altri 15mila tagliandi (tutti sono stati poi timbrati e vidimati).

La massiccia affluenza ha comportato qualche disagio, perché in quasi tutti i seggi la coda era d’obbligo e in qualche caso la ressa e gli esigui spazi a disposizione hanno creato qualche problema di «privacy» per chi stava votando. Ma il clima nelle sezioni era comunque buono, per non dire euforico: nessuno si aspettava tante persone alle urne.Tra i seggi con il record di affluenza da segnalare quello di via Tintori con circa 1200 voti, dove per tutta la giornata si sono visti elettori di tutte le razze: bengalesi, cinesi, albanesi, pakistani. A Prato erano 500 gli immigrati iscritti alle liste speciali (primato in Toscana), la maggior parte dei quali ha votato in centro storico. Ma il primato dei voti è stato nel seggio della biblioteca di via Corridoni, con 1423 votanti. Alta l’affluenza anche al seggio di viale De Gasperi, l’ultimo a chiudere lo spoglio, con 1155 votanti.La macchina organizzativa dell’Unione ha funzionato a pieno ritmo, tanto che il risultato finale è arrivato a mezzanotte e mezza, il primo fra le province toscane, nonostante alcuni seggi avessero chiuso le urne anche dopo le 23, vista la gente ancora in coda per votare. Ma il primo risultato cittadino ad arrivare in via Rinaldesca è stato quello della Casa del popolo di Coiano, portato dal vice sindaco Bencini, della Margherita: Prodi aveva l’84% e già si capiva che per il professore le cose a Prato sarebbero andate bene. «Prodi chiama, Prato risponde: questo è il titolo della giornata», scherzava l’assessore Giardi, euforico. Più nel dettaglio, in città Prodi ha conquistato l’82% dei voti, contro il 12.9 di Bertinotti, il 2.4 di Di Pietro e l’ 1.6% di Pecoraro Scanio. Fra gli altri comuni, il miglior risultato per Prodi è quello di Poggio a Caiano con l’81.6%, il meno brillante quello di Carmignano, dove il professore ha conquistato il 70.6% e Bertnotti il 22.6.

Fra i seggi in cui Prodi ha conquistato più consensi, quello di Galcetello, dove ha superato l’86%.«Sono molto contento — ha commentato il leader Ds Del Vecchio — e per prima cosa ringrazio gli oltre 400 volontari che si sono impegnati in questa giornata bellissima. Questa impressionante partecipazione è la migliore risposta all’arroganza delle destre ed è solo l’aperitivo...». Di simile tenore il commento del coordinatore della Margherita Gestri: «Un risultato straordinario, un segnale politico vero: gli italiani lo hanno detto forte e chiaro che Berlusconi deve andare a casa». Molto soddisfatto anche il segretario di Rifondazione Alessio Nincheri: «Un grande successo di popolo e un ottimo risultato per Bertinotti. L’Unione da oggi è più forte». Infine, fra le tante battute che ieri sera circolavano nell’euforia di via Rinaldesca, quella dell’ex sindaco Mattei: «Adesso per vincere faranno un emendamento alla legge elettorale: chi ha votato alle primarie, non potrà votare alle elezioni politiche...».