BASTA PERDERE TEMPO CON LEGGI ELETTORALI SU MISURA: IL PAESE HA BEN ALTRE NECESSITA!
ANDREA LULLI. Signor Presidente, il mio intervento - mi rivolgo anche ai cittadini che ci ascoltano - si riferirà al tema effettivo per il quale stiamo conducendo l'ostruzionismo, nella speranza che prevalga l'interesse generale del paese. Sono il Governo e la maggioranza che si accollano la responsabilità di rallentare i lavori parlamentari, perché non si occupano dei problemi reali del paese.
Non si preoccupano del fatto che il primo semestre del 2005 ci vede con un deficit superiore di oltre il 5 per cento rispetto al prodotto interno lordo. Non si preoccupano del fatto che l'indebitamento della pubblica amministrazione, nel secondo trimestre, ha superato il 3,3 per cento. Non ci si preoccupa di aver consumato tutto l'avanzo primario. Non ci si preoccupa, soprattutto, della condizione in cui versa la nostra economia. Non ci si preoccupa del fatto che, come ha documentato anche oggi l'ISTAT, vi è un numero crescente di famiglie vicine alla povertà, e non solo nel Meridione - dove il fenomeno è certamente più accentuato -, e un numero impressionante di famiglie che rischiano di superare la soglia di povertà.
Non ci si preoccupa di affiancare le imprese nella competitività. Tutt'al più, si fanno giochi di prestigio, si cerca di dare qualche mancia, magari con qualche presidente della Confindustria che se ne mostra compiaciuto, a fronte dell'assenza di una politica economica, nonché di un certo disprezzo verso la gente che lavora. Di tutte queste cose non ci si occupa: si tratta di un dato chiaro, così come certificato è il fallimento della politica di questo Governo. Si tratta di un Governo che aveva promesso il miracolo economico, un Governo che voleva creare una sorta di Bengodi per tutte le famiglie italiane, mentre in realtà ci siamo trovati con una crisi pesante, e soprattutto con un paese depresso dallo spettacolo che questa maggioranza costringe a vivere nelle istituzioni, nel momento in cui obbliga queste ultime a dedicarsi a questioni che certamente non sono nell'interesse di questo paese.
Perché, ad esempio, si affronta il tema della legge elettorale? E perché nel contempo si fa una finanziaria che - mi sia permesso osservare - è affidata a quel ministro che fu licenziato perché truccava i conti ed ora è tornato a taroccare le cifre e a vendere un po' di manifesti ideologici, per vedere se riesce ancora ad abbindolare qualche soggetto, come facevano il gatto e la volpe nel famoso libro Pinocchio? Al riguardo vorrei davvero che si facesse una riflessione fino in fondo: perché - ripeto - si affronta il tema della legge elettorale? Io ho sentito fare tanti discorsi: sarebbe per via del sistema politico che non funziona. Può essere; tuttavia, il dato di fatto è che c'è il fallimento di una politica, di un Governo e di una maggioranza! C'è il fallimento di una leadership, incapace di rispondere al paese, ai problemi più urgenti, incapace di dare una prospettiva! Si dice che la responsabilità è del sistema politico, che è litigioso, in quanto, in sostanza, darebbe forza alle minoranze, al potere di interdizione delle minoranze.
Rispetto a ciò, quella che si prospetta è una proposta che, configurando un sistema proporzionale, non fa che aumentare esattamente tale potere di interdizione. Si tratta di una proposta che allontana ancora di più la politica dai cittadini, perché indirizzata verso un sistema elettorale in cui non conterà il rapporto con l'elettorato, ma soltanto la decisione del capo o dei capi, per fare eleggere i parlamentari.
Cosa dovremmo dire in quest'aula? Che è una vergogna. E io mi permetto di dire che forse la Presidenza della Camera, il Presidente, farebbe bene a sollecitare il Governo, la maggioranza e il Parlamento tutto, affinché si occupino dei temi che affliggono tante famiglie italiane, tanti lavoratori, tante imprese, che non hanno più fiducia in queste istituzioni. Tutto ciò rappresenta un vulnus grave per la ripresa economica del nostro paese. Questa è una responsabilità grave che ricade non soltanto sul Governo e sulla maggioranza, ma anche su chi dovrebbe dirigere con maggiore imparzialità le istituzioni di questa nostra Repubblica (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).
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