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CRISI DEI DISTRETTI INDUSTRIALI

La maggioranza di centrodestra non accoglie un emendamento proposto dall'opposizione che avrebbe potuto agire positivamente sulla crisi dei distretti. Lulli: "Non ci arrendiamo, continueremo ad impegnari nonostante la sordità di questa maggioranza alle necessità del Paese".

Dibattito alla Camera dei Deputati, Mercoledì 26 gennaio 2005

ANDREA LULLI. Signor Presidente, mi rivolgo soprattutto all'Assemblea, oltre che al Governo; non siamo intenzionati in questa sede a fare ostruzionismo contro un decreto che vuole risolvere i problemi dei creditori (in particolare, dei lavoratori dell'azienda Volare Web). Poniamo, piuttosto, una questione; dovremmo anche dare una risposta e mostrare attenzione alle tante e numerose imprese operanti nei distretti industriali, le quali saranno coinvolte o sono già coinvolte in processi di crisi e di ristrutturazione. Non possiamo, infatti, trasmettere l'impressione di intervenire solo allorquando si produce una crisi in una grande impresa; esistono problemi seri che coinvolgono un numero ben più elevato di lavoratrici e di lavoratori, composto di piccoli imprenditori ed artigiani cui non diamo risposta alcuna. Approvare l'emendamento in questione sarebbe un segno di civiltà, oltre che di una sana politica industriale per la nostra struttura produttiva (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

[...]

ANDREA LULLI. Signor Presidente, ringrazio l'onorevole Gastaldi per le parole di attenzione che ha pronunciato. Certamente, vi sono stati miglioramenti, ma non sono sufficienti. La realtà produttiva italiana è fatta in un certo modo e non voler affrontare, anche con questo provvedimento, una situazione che rischia di esplodere nei prossimi mesi è, comunque, un elemento che non possiamo sottacere.
Onorevole Gastaldi, mi perdoni: il fatto che il decreto-legge scada il 28 gennaio non è certamente una responsabilità dell'opposizione, né lo è il fatto che ne stiamo discutendo oggi in aula. Tuttavia, il nostro impegno ad approvare il decreto-legge - come abbiamo sempre testimoniato anche nel corso dei lavori in Commissione - è totale, sebbene non si possano sottacere i punti critici che, a nostro avviso, il provvedimento presenta (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

[...]

PRESIDENTE Onorevole Lulli, accetta la riformulazione proposta dal Governo del suo ordine del giorno n. 9/5464/8 ?

ANDREA LULLI. Sì, Presidente, accolgo la riformulazione proposta dal Governo - anche se in tal modo si passa da un impegno ad un auspicio - e non insisto per la votazione. Vorrei però cogliere questa occasione per invitare il Governo e tutta l'Assemblea a riflettere sulla necessità di procedere alla riforma degli ammortizzatori sociali. Non è possibile che in questo paese la gran parte delle lavoratrici e dei lavoratori siano privi di copertura sul piano degli ammortizzatori sociali. La nostra struttura produttiva è in gran parte formata da piccole aziende, che spesso sono coinvolte in reti con imprese anche di maggiori dimensioni. Nelle situazioni di crisi e di difficoltà si verificano quindi condizioni di disparità di trattamento dei diritti, e ciò credo non sia più ammissibile, anche perché per questa via si mettono numerose aziende contoterziste in condizione di non poter risolvere i problemi che scaturiscono da tali crisi.
Non volendo fare il puntiglioso e non volendo pretendere un impegno assoluto da parte del Governo, accolgo comunque la riformulazione proposta, ma al tempo stesso invito caldamente il Governo a valutare davvero la possibilità di adottare non strumenti temporanei, come si è fatto in alcune situazioni (penso al caso dei distretti industriali, e certamente ben vengano anche queste misure, piuttosto che niente), bensì una normativa che affronti e che risolva finalmente un problema molto delicato, che purtroppo nei prossimi tempi rischierà di avere proporzioni ancora più rilevanti.
Nell'accogliere pertanto la riformulazione proposta, invito caldamente il Governo a non «valutare» semplicemente, bensì ad effettuare ogni sforzo per andare in questa direzione. Dunque non insisto per la votazione del mio ordine del giorno.