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LULLI: "DIAMO CITTADINANZA A TUTTI I SANI PROGETTI D'AMORE

Il deputato pratese dalle colonne de La Nazione difende i diritti delle coppie di fatto: "Non è facile - scrive - ma servono libertà e responsabilità, non solo tolleranza per le differenze".

"La Nazione" di Prato, Sabato 22 gennaio 2005

Voglio ringraziare il Vescovo Simoni per la sua lettera pastorale ai pratesi: il suo "saluto" non è formale e non è rivolto solo ai credenti e praticanti la fede cattolica.

Per me, e mi scuso se oso interpretare, è un messaggio pieno di amore che invita alla meditazione; alla preghiera per i cattolici, alla riflessione spirituale, noi tutti, sul senso profondo della vita. Anche coloro che fanno parte di altre fedi.

E' un invito a sentirsi parte della comunità e a farsi carico degli oneri, oltre che a rivendicarne i diritti, del vivere collettivo, che riguarda tutti noi.

E' la trasmissione di una tensione etica quanto mai necessaria alla salute della nostra collettività, spesso distratta, parlo in primo luogo per me, dai tanti messaggi e dai tanti luoghi della materialità, pur necessaria ma,
qualche volta, travolgente la nostra umanità.

Concordo anche sul ruolo della famiglia. Da molto
tempo penso che famiglie forti siano il presupposto per avere società sane. La politica non sempre persegue questo principio. Troppo spesso prevale un atteggiamento oscillante tra l'ipocrisia dell'esaltazione dei generici valori della famiglia e una "agnostica" indifferenza verso i costumi del vivere collettivo.

Tutto ciò non produce valore positivo e soprattutto non si realizzano politiche di concreto sostegno ai progetti di vita e di amore delle famiglie e delle coppie, soprattutto di giovani. Giovani che si trovano a "navigare" in società, dove le diversità culturali e religiose sono sempre più differenziate. E dove spesso è sempre più difficoltoso dare corso alla realizzazione di una propria famiglia autonoma, anche per la progressiva crisi dello stato sociale e della usufruibilità dei diritti (lavoro, casa, salute, pensione).

Allo stesso tempo e con franchezza e umiltà voglio sottolineare che le Istituizioni pubbliche non possono essere ancorate, nelle loro politiche, all'idea della famiglia così come, legittimamente dal suo punto di vista, ci indica la Chiesa Cattolica.

Io sono un sostenitore della famiglia, intesa come concretizzazione di un progetto di vita, fondato sulla forza dell'amore e su un libero e responsabile patto di vita comune, che genera nuova vita e allo stesso tempo ha il senso della comunità.

Questo si può realizzare in più modi, nel rispetto delle tante sensibilità che abitano il mondo contemporaneo. Le nostre radici di europei non sono in discussione. Anche quelle religiose. Ma l'acquisizione della laicità dello Stato e delle sue Istituzioni è un portato fondamentale della nostra storia ed è un contributo alla civiltà mondiale.

Libertà e responsabilità, non solo tolleranza delle differenze. So che non è una scelta facile e so che senza spiritualità e senza senso del bene comune tutto l'occidente può cadere nell'abisso oscuro del consumismo fine a se stesso, che finisce per corrodere i sentimenti a pura mercificazione.

Ma sono anche convinto che la volontà di dare cittadinanza a chi, per la sua via, costruisce il proprio progetto di vita e di amore è un contributo rilevante a costruire una comunità fondata sui valori di pace e fraternità. Famiglie forti per avere una società sana. C'è tanta strada da percorrere, c'è bisogno del contributo di tutti.