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PROVINCIA DI PRATO: IL PATTO DI STABILITA' METTE A REPENTAGLIO CANTIERI E CONTRATTI

I deputati diessini pratesi Andrea Lulli e Beatrice Magnolfi, con i colleghi de La Margherita, Antonello Giacomelli e Franca Bimbi, hanno presentato un'interrogazione al Ministro dell'Economia e delle Finanze in merito alla grave situazione delle province toscane, e in particolare a quella di Prato, a causa della normativa a maglie strette e delle incongruenze imposte dal Patto di Stabilità, che mette a repentaglio cantieri e contratti, che non potranno essere rispettati nonostante le risorse siano state trasferite dalla Regione per tali occorrenze. I deputati toscani chiedono così quali urgenti iniziative il Governo intenda adottare per consentire la normale attività gestionale di pagamento delle forniture di beni e servizi e dei lavori pubblici per le scadenze che maturano nell'esercizio in corso, confermando l'impossibilità di osservare le norme sul patto di stabilità interno per l'anno 2005, senza compromettere le attività e gli investimenti della Provincia Pratese, con le conseguenti ricadute negative sull'economia locale.

Di fatto, il patto di stabilità prevede che il complesso delle spese correnti e delle spese d'investimento delle Province e dei Comuni con popolazione superiore a 5000 abitanti non possa essere superiore alla media della spesa sostenuta nel triennio 2001-2003, incrementata per la Provincia di Prato, dell'11,5 per cento. L'applicazione della norma comporta per la Provincia di Prato la possibilità di effettuare pagamenti in termini di cassa nell'anno 2005 pari a 21.952.855,64 Euro per le spese correnti e a 10.835.985,82 per le spese di investimento rispetto ad una necessità di pagamenti da effettuare pari a 30.870.058,82 per le spese correnti e a 14.328.788,76 per le spese di investimento.

In totale, la possibilità di fare pagamenti per 32.788.841,46 rispetto alla necessità di cassa per l'anno in corso pari a 45.198.847,58.

La penalizzazione, in particolare relativa alle spese di investimento, incide direttamente sullo sviluppo socio-economico locale e sull'economia distrettuale, rallentando e condizionando negativamente il processo di recupero della competitività del sistema locale in un momento di particolare delicatezza per il distretto industriale Pratese e per l'economia nazionale.

Ai deputati pratesi appaiono, pertanto, incongruenti i vincoli ai pagamenti, in presenza di un'eccellente liquidità della Provincia, valutata nel giudizio di rating da parte di Standard's & Poors, confermato con l'attribuzione della valutazione AA- per l'anno in corso, e in presenza di un finanziamento della spesa corrente di bilancio garantita per il 66,25 per cento con mezzi propri della Provincia (entrate tributarie e per servizi) e soltanto per l'1,93 per cento con trasferimenti statali. I vincoli negativi del patto di stabilità interno per l'anno 2005 contenuti nella legge finanziaria, operando in termini di

incremento della spesa media sostenuta nel periodo 2001-2003, penalizzano pesantemente il comparto delle Province, che presentano un andamento in crescita delle proprie funzioni e dei propri compiti istituzionali in attuazione del principio costituzionale di sussidiarietà che si attua con l'attribuzione ed il conferimento di nuove funzioni da parte dello Stato e della Regione (trasporto pubblico locale, demanio idrico, formazione professionale, investimenti per lo sviluppo locale e così di seguito). Peraltro, i vincoli negativi, in particolare in termini di cassa, con impossibilità di rispettare le scadenze contrattuali per le forniture di beni e servizi e per l'esecuzione di lavori ed opere pubbliche, determinano possibili conseguenze in termini di contenzioso, azioni legali di recupero dei crediti, interessi per ritardati pagamenti.