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Interpellanza sulle produzioni civili dell'industria pubblica
Nonostante le promesse iniziali, Finmeccanica ritarda nella crezione del nuovo polo dell'industria civile italiana. Spezzettamenti e assetti societari discutibili rischiano di far perdere all'Italia un settore industriale strategico.
Interpellanza urgente n° 2-00900 presentata mercoledì 24 settembre 2003
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro delle attività produttive
Premesso che:
da tempo si annuncia la costituzione di un polo pubblico denominato «Finmeccanica 2», ai fine di preservare e dare prospettive ad un sistema qualificato di imprese nei settori strategici ed avanzati;
l'assenza di una prospettiva chiara e la mancata decisione su un definitivo assetto societario sta indebolendo il ruolo sul mercato di un patrimonio rilevantissimo di imprese italiane quali Ansaldo energia, trasporti, segnalamento; Ansaldo Breda, Elsag, Fincantieri;
non sono accettabili, per gli interessi generali dell'Italia, e per la difesa dei livelli occupazionali, né ulteriori processi di frammentazione di aziende strategiche oggi in mano pubblica, né la perdita di controllo del Paese su rilevantissimi settori industriali;
con recente dichiarazioni pubbliche i responsabili di Finmeccanica hanno annunciato difficoltà e ritardi nella possibilità o volontà di realizzare un assetto definitivo delle produzioni civili della stessa holding;
il rinvio di una decisione definitiva non è più possibile;
Si chiede di sapere:
quali siano le ragioni del ritardo e quali le difficoltà del Governo nel definire finalmente un assetto ed una prospettiva strategica alle produzioni civili dell'industria pubblica.
Graziano Mazzarello, (gruppo DS-l'Ulivo) Signor Presidente, illustro la mia interpellanza, nonostante che il testo sia chiaro e le domande siano precise, perché vorrei insistere e chiedere una risposta altrettanto chiara da parte del Governo. C'è bisogno di questo.
Parliamo di Finmeccanica, parliamo delle produzioni civili di questa società, parliamo di settori rilevantissimi - trasporti, telecomunicazioni, energia -, che, pur essendo settori avanzati, capaci di stare sul mercato, si trovano in una condizione di gravissima sofferenza, in relazione al fatto che non c'è una definizione della loro prospettiva, e non c'è una definizione della loro organizzazione societaria.
Punto di partenza - spero condiviso da tutti, sicuramente da me, dagli interpellanti, dal mio gruppo, dall'Ulivo - è che risulta ormai chiaro come una struttura industriale fatta di grandi imprese in settori qualificati sia fondamentale per il paese. In assenza di ciò, la nostra economia non è assolutamente competitiva. Quindi, nel momento in cui, a parole, il Governo afferma di voler avviare operazioni puntate allo sviluppo, questo è un passaggio cardine, per verificare se quelle operazioni siano solamente parole o se siano sostenute da fatti concreti.
Il tema - uno dei temi - è l'intreccio fra civile e militare. Noi preferiremmo che questo intreccio continuasse ad esistere nell'industria, perché ci sembrerebbe la soluzione migliore per le ricadute sulla ricerca e sugli investimenti nei diversi settori. Su questo aspetto, poi, vale a dire sulla necessità di questo intreccio, non abbiamo dubbi per quanto riguarda Fincantieri, vale a dire la produzione cantieristica del nostro paese. Secondo noi, in particolare nella produzione cantieristica, questo intreccio è un elemento qualificante, che avrà un ruolo determinante per la capacità del settore stesso, che oggi è forte sul piano internazionale, sui mercati internazionali, sia nella produzione militare sia in quella civile.
Ebbene, in rapporto a tutto questo, in rapporto ai problemi di prospettiva e di organizzazione di queste aziende, si è parlato di diverse ipotesi. Si è parlato, in particolare, di Finmeccanica due, vale a dire della costituzione di un raggruppamento che potesse tenere insieme le produzioni civili dell'attuale Finmeccanica, pensando - e mi auguro che lo pensi anche il Governo - che non siano assolutamente praticabili gli scorpori, le svendite e le frantumazioni di questi settori produttivi, per questioni che riguardano l'occupazione ma anche, e soprattutto, le prospettive industriali del nostro paese.
Ora, anche l'ipotesi Finmeccanica 2 sembra essere bloccata. Quindi, come dicevo, per questa ragione, per questi ritardi, per queste indecisioni, queste aziende e questi settori rischiano molto in rapporto alla loro capacità competitiva sui mercati. Non vorremmo che pesasse - se c'è, se questa è una delle ragioni - lo scontro tra i top manager dell'azienda su questa o su quell'altra sistemazione a proposito di questo o di quell'altro assetto di potere, ma che ci fosse finalmente l'iniziativa e la decisione dell'esecutivo. Il Governo ci dica - pena un colpo gravissimo alla prospettiva di queste aziende - quale è la prospettiva, appunto, che intende dare a questi raggruppamenti industriali e soprattutto assuma un orientamento molto chiaro senza lasciare queste aziende solamente in balia di scontri interni tra gruppi dirigenti.
È questa la cosa che vorremmo sentire in modo molto chiaro in risposta alla nostra interpellanza di oggi.
Maria Teresa Armosino, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, colleghi, con l'interpellanza ora descritta l'onorevole Mazzarello ed altri colleghi pongono quesiti in ordine alla prospettiva strategica delle produzioni civili dell'industria pubblica. È stato detto che il progetto è noto come Finmeccanica 2 e prevede l'aggregazione delle attività di ingegneria civile di Finmeccanica, ossia il settore trasporti, quindi Ansaldo Breda, Ansaldo Signal e Ansaldo Trasporti Sistemi Ferroviari, Ansaldo Energia ed eventualmente Elsag con Fincantieri e la quotazione del gruppo risultante.
I principali obiettivi che l'operazione di prefigge sono: la creazione di un gruppo industriale operante nel settore civile dotato di una massa critica sufficiente a competere in un mercato consolidato e di significative possibilità di sviluppo strategico e industriale, la valorizzazione delle attività di Finmeccanica civile che non sono considerate strategiche da Finmeccanica e che attualmente non vengono adeguatamente sviluppate da Finmeccacnica stessa, la focalizzazione di Finmeccanica sul core business, cioè aerospazio e difesa, come dichiarato più volte al mercato anche in sede di privatizzazione ed, infine, la privatizzazione almeno parziale di Fincantieri annunciata dal 2001. Come si evince dai dati della relazione semestrale che è stata recentemente approvata da Finmeccanica, non è stato evidenziato alcun indebolimento operativo delle società coinvolte.
Si fa presente inoltre che le analisi e gli studi di fattibilità in corso condotti da questa amministrazione, da Finmeccanica e da Fincantieri consentiranno di individuare i percorsi ottimali per il raggiungimento di quegli obiettivi, tenuto conto anche che alcune delle società coinvolte sono quotate in borsa. Si soggiunge comunque che questa amministrazione si impegnerà proficuamente in un processo volto a salvaguardare una parte rilevante del patrimonio industriale italiano. Da ultimo, per quanto riguarda il riferimento ad eventuali ritardi, si fa presente che non è mai stata definita ufficialmente la tempistica della realizzazione del progetto. Quindi, parlare di ritardi nell'attuazione diventa obiettivamente difficile.
Graziano Mazzarello, (gruppo DS-l'Ulivo). Signor Presidente, signor sottosegretario, sono piuttosto deluso di questa risposta abbastanza burocratica perché lei mi ha descritto quale sarebbe una prospettiva che conoscevo, ma non ho capito bene quale sia, quale possa essere l'atteggiamento del Governo rispetto alla fase di blocco che gli stessi uomini di Finmeccanica hanno denunciato pubblicamente: potrei qui portarle diverse interviste di top manager dell'azienda.
Inoltre, non ha risposto alla domanda sul tempo che, al riguardo, sarà necessario; si è solo preoccupata di dire - e le chiedo scusa se uso questo termine un po' polemico - che non vi sono ritardi in proposito. Nei processi industriali - non vorrei mettermi in cattedra - i rapporti si instaurano con il mercato e non si stabiliscono sulle carte. Al riguardo - chiedo scusa, ma come uomo di sinistra mi permetto di svolgere questa considerazione nei confronti di un Governo che dovrebbe essere liberista - non vi erano pezzi di carta.
Il mercato impone delle decisioni ed il ritardo riguarda proprio questo aspetto. Se tali decisioni non vengono assunte, le aziende di cui si parla si indeboliscono. Se un'azienda non sa quale è la prospettiva che la riguarda, quale raggruppamento sarà previsto (se avverrà entro un processo di privatizzazione o di accorpamento con questo o con quell'altro settore), quale ricerca potrà attivare e quali commesse assumere, la situazione - lo capirà, onorevole sottosegretario - sarà molto difficile e complicata.
Mi auguro che il Governo esca dall'atteggiamento difensivo e debole che ha assunto nel fornire questa risposta e che, finalmente, assuma una decisione, senza lasciare morire o indebolire troppo alcuni settori industriali, come quelli che lei stessa ha elencato, che sono fondamentali per il paese.
La ringrazio per la risposta e mi auguro che l'interpellanza possa spingere davvero il Governo a decidere di non lasciare questi settori industriali in balia del caso.
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