LA PRESUNTA LOBBY DEI NOTAI
A pagina 19 di Milano Finanza dell’8 settembre è stato dato spazio alle dichiarazioni dell’on. Lulli, che parla ironicamente di una fantomatica lobby dei notai. Non è il caso di annoiare i lettori con la rappresentazione della funzione pubblica notarile. Lulli ha tentato con un colpo di mano (certo ispirato da qualcun altro) di far passare un emendamento strampalato, scritto in discutibile italiano o sulla cui valenza o forma giuridica c’era solo da essere sconcertati,con il quale venivano attribuite agli avvocati funzioni che questi ultimi non hanno mai avuto né potuto avere perché non sono pubblici ufficiali e non hanno né la preparazione specifica, né soprattutto la terzietà necessaria per esercitarle. Scopo dell’emendamento era quindi solo una captatio benevolentiae a fini elettorali nei confronti della sterminata categoria forense con il corollario di seminare zizzania tra gli ordini professionali. Infatti, ben sappiamo come le tariffe degli avvocati siano molto più elevate di quelle notarili. Va altresì ricordato all’on. Lulli che è assai discutibile sostenere che le tariffe minime, a sostegno del decoro della funzione pubblica di notaio e quindi anche nell’interesse dell’utenza, siano state abolite. Comunque, nel momento in cui qualche persona dotata di maggior buonsenso e preparazione giuridica rispetto a Lulli, ivi compreso l’on. Diliberto, ha riscontrato le assurdità contenute nell’emendamento, esso è finito giustamente nella carta straccia (altro che lobby!).
Giandomenico Cito notaio in Taranto
Risponde l’on. Andrea Lulli: Difficile replicare a una lettera del genere. Le tariffe minime sono state abolite per legge,se poi qualcuno le sta reintroducendo surrettiziamente è materia che dovrebbe interessare l’Antitrust. Quanto all’emendamento, la mia convinzione è che alcune funzioni notarili possono essere liberalizzate, lo credo perché in Italia le spese complessive per queste pratiche sono alte e perché sono convinto che vadano rimossi tutti i blocchi che tengono ingessato il sistema paese, anche quelli che gravano per un’attività importante e utile, ma pur sempre gestita in regime di monopolio, come quella notarile. La mia è un’opinione che ritengo legittima e della quale vorrei si discutesse con rispetto e pacatezza, come del resto è avvenuto più volte con molti notai, senza che mi si accusasse di lavorare su commissione per gli avvocati.
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