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BANCHE E NOTAI CAMPIONI DI RESISTENZA

Si chiama Andrea Lulli il deputato dell’Unione che
alla Camera ha fronteggiato l’assalto delle lobby in
azione sul disegno di legge sulle liberalizzazioni.
Lulli è stato il relatore del provvedimento governativo
e a Milano Finanza racconta per la prima volta
fatti e retroscena sui gruppi di pressione che si sono
mobilitati a Montecitorio sul disegno di legge ora all’ordine
del giorno del Senato.

Domanda. Onorevole Lulli, perché è saltata
l’abolizione del Pra che era prevista dal
ddl Bersani?

Risposta. «Si sono coagulati diversi interessi attorno
alle preoccupazioni dei sindacati. Eppure i
timori occupazionali sarebbero stati superati, visto
che una parte dei dipendenti sarebbe stata assunta
dal ministero dei trasporti. La semplificazione,
con il superamento dell’attuale sistema di iscrizione
dei beni mobili, sarebbe stata foriera di una
riduzione dei pesi fiscali. Ma la lobby dell’Aci alla
fine ha prevalso perché ha ottenuto agganci politici
trasversali.

D. Quali lobby invece hanno agito per far eliminare
la norma sui ricambi delle auto che
cancellava il nullaosta della casa costruttrice
del veicolo?

R. Ad esempio, si potrebbe pensare che la Fiat fosse
contraria. In verità, a quanto mi consta la casa torinese
non si è opposta all’abolizione della certificazione
da parte delle case costruttrici.Se la norma
fosse passata avrebbero avuto grande slancio
molte aziende del settore. Per citarne solo
una, la Brembo. Ma alcune componenti del
centrosinistra, come il Pdci di Diliberto, insieme
a un compatto centrodestra, e aiutati
dall’astensione del Prc, hanno fatto saltare
la nuova disciplina. In tutti i casi, per quanto
mi riguarda, ho riproposto la liberalizzazione
del settore della componentistica per i
veicoli a motore in un progetto di legge,
che tiene conto anche delle giuste
esigenze di sicurezza.

D. Anche le banche si sono fatte sentire, viste
le modifiche all’abolizione della commissione
di massimo scoperto.

R. Facciamo chiarezza. La commissione di massimo
scoperto, un vero e proprio furto per le famiglie, è
stata abolita. Mentre è stato consentito alle banche
di continuare a fornire alcune forme di apertura di
credito o di fido a breve cui sono interessate soprattutto
le aziende di piccola dimensione.

D. Chi ha appoggiato i notai che hanno strappato
la cancellazione del provvedimento
che sottraeva loro l’esclusiva sulla compravendita
di immobili al di sotto di 100
mila euro?

R. C’è stata una lobby trasversale, capeggiata in
particolare dal ministero della giustizia e dalla sinistra
radicale. Tanto che qualcuno ha detto che si
è passati dalla difesa del proletariato a quella del
notariato.Al di là dell’ironia, resta il fatto che addirittura
si è giunti a chiedere di ripristinare surrettiziamente
i minimi tariffari che sono stati già aboliti.
Ma in altre materie l’esito è stato differente.

D. E quali sono i gruppi di pressione che sono
stati sconfitti?

R. Penso ai petrolieri, tanto per cominciare, che
hanno tentato di bloccare le innovazioni sugli impianti
di carburante come l’abolizione della distanza
minima. Penso alla possibilità di vendere al supermercato
e nelle cosiddette parafarmacie
anche le medicine di fascia C. Una novità
introdotta proprio dalla Camera.
Così come Montecitorio ha previsto lo
stop ai servizi non richiesti erogati
dalla società telefoniche e garanzie
effettive di concorrenza nel mercato
delle connessioni Internet a banda
larga. Mentre nel settore assicurativo
abbiamo abolito l’obbligo per l’assicurato
di esibire il certificato di chiusa inchiesta
per ottenere con tempestività il
risarcimento del danno derivante
da furto o incendio.