PARTITO DEMOCRATICO, ORA NON PARLIAMO DI CARICHE
Tocca al deputato Andrea Lulli lanciare la settimana del congresso dei Ds (venerdì e sabato), il primo fra le federazioni toscane, un appuntamento che servirà anche a rispondere alle frecciate arrivate dal congresso della Margherita e al quale il partito arriva forte di un’affermazione netta della mozione Fassino: oltre il 92% dei voti con un dato regionale all’83%.
Lulli, la sinistra Ds dice che la maggioranza del partito ha fallito l’obiettivo del 95%...
«Il risultato di Fassino è ottimo. Ora bisogna aprirsi all’esterno, far prevalere il senso dello stare insieme non mortificando nessuno».
Altre «punture» erano arrivate dal congresso della Margherita. Ad esempio si è parlato del fatto che il sindaco non è Mandrake...
«Beh, Romagnoli non sarà Mandrake ma nemmeno l’uomo mascherato. E’ la massima espressione delle capacità di governo dell’Ulivo pratese, è la sintesi politica dell’Ulivo. Il congresso della Margherita ha investito molto sul partito democratico e credo che l’intervento di Giacomelli sia stato di alto spessore. Per me è stata importante soprattutto la parte sulla laicità, un valore fondante, un elemento confortante». Mannocci ha detto però che il prossimo sindaco potrebbe non essere un diessino, Logli ha parlato di un nuovo inizio...
«Se il partito democratico deve essere un nuovo inizio allora bisogna partire da un’esperienza di governo più che decennale dell’Ulivo e da una riflessione sulla trasformazione della città. La classe dirigente deve essere all’altezza del cambiamento e per questo dico che non si fanno nuovi inizi sulla base di ragionamenti sulle cariche. Sono in atto i primi mandati amministrativi: vanno incoraggiati e rafforzati. Nel partito democratico non ci devono essere discriminazioni, da un punto di vista teorico e pratico nulla è contrario a un sindaco che non viene dai Ds, però in questa fase costituente non ci può essere una discussione su chi fa che cosa. Non ha senso».
Anche in vista del congresso, secondo lei di cosa ha bisogno Prato per uscire dalla crisi?
«Prato ha bisogno di discutere su quello che sta accadendo e di maggiore coesione. Romagnoli ad esempio ha fatto bene a dare peso ai temi della sicurezza e dell’immigrazione e sono d’accordo con Giacomelli che c’è bisogno di recuperare la voglia di fare, ora un po’ appannata. Ci sono ancora tante effervescenze, bisogna coltivarle e dare risposte. Il compito del partito democratico è questo».
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