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PIU' CONTROLLI E PIU' SICUREZZA IN CITTA'

Sicurezza, legalità e integrazione. Sono queste le parole chiave intorno a cui Governo ed enti locali metteranno a punto, a partire da gennaio, un protocollo d’intesa per rendere più facile la convivenza tra pratesi e stranieri. In pratica, entro il 2007, arriveranno nuove risorse per verificare l’adeguatezza degli organici delle forze dell’ordine in modo da poter mettere a punto interventi mirati contro l’usura e le illegalità finanziarie o per acquistare strumenti di videosorveglianza.

I parlamentari Andrea Lulli e Antonello Giacomelli, dopo l’incontro con il sottosegretario Lucidi e l’interessamento di altri ministri e sottosegretari, sono riusciti a fare strike ottenendo per Prato l’inserimento in progetti pilota (come quello dell’integrazione) e misure ad hoc per la sicurezza in città dove l’immigrazione è particolarmente accentuata tanto, come ha evidenziato l’onorevole Lulli, «da rendere necessari control su realtà particolarmente diffuse che hanno un passaggio esteso, e autorizzato, di denaro verso destinazioni straniere. E non solo verso la Cina».

Insomma, più personale, per verificare se tutto il denaro che esce da Prato non sia diretto anche in paradisi fiscali.

Il protocollo d’intesa che il Governo sottoscriverà con la Regione, il Comune e la Provincia (alla presentazione erano presenti i maggiori rappresentanti delle amministrazioni locali e i segretari di Ds e Margherita) conterrà, come hanno illustrato Giacomelli e Lulli, «la verifica dell’adeguatezza degli organici e dei mezzi delle forze dell’ordine che operano nell’area pratese; il coordinamento pieno ed efficace tra le forze, le risorse e i mezzi dello Stato e degli enti interessati; l’utilizzo di nuove tecnologie per il controllo delle zone maggiormente a rischio e per il contrasto all’illegalità». Ma anche interventi contro l’usura e le illegalità finanziarie («per cui ci sono segnali precisi», ha commentato Lulli) e il potenziamento dell’attività di controllo «rivolto in particolare alle aziende di nuova o recente costituzione tendente a assicurare il rispetto dei diritti del lavoro, combattere la piaga del lavoro minorile, accertare e contrastare l’evasione fiscale, la violazione delle norme amministrative, la contraffazione e tutte le forme di concorrenza sleale».

Immigrazione non significa però solo sicurezza ma anche integrazione. E integrazione fa rima con scuola. «Il ministro della pubblica istruzione - ha spiegato Antonello Giacomelli - varerà entro il 2007 il progetto che, d’intesa con la Regione Toscana, il Comune e la Provincia, farà di Prato l’esperienza pilota per l’integrazione nel percorso scolastico». «Il progetto prevede anche - ha aggiunto Giacomelli - più risorse per creare più classi in modo da poter inserire nuovi studenti durante l’anno senza che il tetto sia già stato raggiunto oltre a sviluppare processi condivisi per sviluppare una conoscenza reciproca e abbattere la diffidenza».