SCUOLA Sì del ministro Fioroni. I parlamentari pratesi hanno chiesto più sezioni e più mediatori. Si parte dal 2007
Per costruire la legalità bisogna partire dall’integrazione e l’integrazione nasce soprattuto sui banchi di scuola. Partendo da questa premessa i deputati dell’Ulivo Giacomelli e Lulli hanno ottenuto il sì del ministro della pubblica istruzione Fioroni a realizzare a Prato, nel 2007, un progetto pilota a livello nazionale per l’integrazione degli stranieri a scuola. Del resto la città ha i numeri per un test del genere: fra elementari e superiori gli alunni stranieri sono il 13%, con punte del 17% alle medie, studenti extracomunitari sono presenti in 69 istituti su 120 e il tasso d’incremento rispetto al precedente anno scolastico è di oltre il 17,16%.
Giacomelli e Lulli, in particolare, hanno chiesto che venga aumentato il numero delle classi così da evitare che gli studenti stranieri che arrivano ad anno iniziato restino senza un posto. Fino a pochi giorni fa in lista ce n’erano una quarantina, ma il provveditorato stima di doverne sistemare circa 200 in tutto l’anno. Un problema che si potrebbe risolvere più facilmente se le classi all’inizio dell’anno scolastico non fossero quasi tutte al limite. Per facilitare l’inserimento dei ragazzi, poi, i parlamentari hanno chiesto più mediatori linguistici, figure fondamentali ma ancora numericamente insufficienti. Inoltre Giacomelli ha spinto per la realizzazione di progetti interculturali utili «a migliorare la conoscenza reciproca e ad abbattere le diffidenze». Sempre Giacomelli è il primo firmatario di un ordine del giorno dell’Ulivo che impegna il governo a garantire alle scuole paritarie quei 150 milioni di euro «che il governo Berlusconi aveva tagliato».
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