LOTTA ALL'EVASIONE E LEGGE FINANZIARIA. IL PUNTO DI ANDREA LULLI
E’ finito sulla terza pagina del “Corriere della Sera” con la citazione di una sua battuta. Ma Andrea Lulli, capogruppo dell’Ulivo nella commissione Industria alla Camera, non è troppo contento. Nel virgolettato del notista parlamentare Francesco Verderami ci si riconosce solo in parte. «Non si può estrapolare una frase dall’intero contesto» sbotta Lulli. Ma che avrebbe detto di tanto esplosivo l’onorevole diessino? Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera la frase incriminata sarebbe questa: «Non se ne può più di una manovra che ha uno spirito da Stato di polizia contro gli artigiani e i commercianti». Insomma, come scrive Verderami, Lulli avrebbe usato un linguaggio quasi berlusconiano.
Ma il contesto, onorevole Lulli, qual era? «La lotta all’evasione fiscale è ipercondivisibile - chiarisce il deputato diessino - ma bisogna farla dando fiducia alla gente, i controlli soffocanti sono controproducenti. L’evasione fiscale non c’è soltanto fra i commercianti e gli artigiani: anche il lavoro dipendente, che ha un secondo lavoro che non dichiara, evade. Anche i proprietari di case che affittano a nero evadono. La mia idea è che l’evasione fiscale si combatte con una corretta politica di convincimento». Le misure previste inizialmente contro chi non emetteva, anche una sola volta, lo scontrino fiscale la considerava eccessiva? «Certo - aggiunge Lulli - per questo avevo presentato un emendamento che proponeva da escludere le categorie già sottoposte agli studi di settore. Ma poi si è modificato il testo rendendolo meno oppressivo». Non è l’unico emendamento che ha presentato. «No, ne ho proposti altri tre - spiega Lulli - uno per l’eliminazione della parziale riduzione dell’aliquota Inail prevista per gli artigiani, visto che versano più di quanto viene utilizzato. Un’altra che toglie il contributo del 10% per gli apprendisti artigiani. La terza, riferita agli artigiani, riguarda l’aumento della quota esente dall’Irap».
I rapporti col ministro Visco come sono? «Buoni, assolutamente buoni - assicura Lulli - la lotta all’evasione fiscale è indispensabile per ridurre l’indebitamento pubblico. Bisogna qualificare la spesa pubblica e ridurre gli sprechi. Il governo Berlusconi ci ha lasciato una pesante eredità e sono necessarie riforme incisive per la ripresa. La riduzione del cuneo fiscale è una di queste: la grande industria non ha mai avuto tanti soldi come oggi. Resta però trascurata la piccola impresa. Bisogna fare di più». Perché il governo che subentra si lamenta sempre di aver trovato le casse vuote? «E’ così, è così. Parlavano del ponte sullo Stretto quando poi hanno lasciato i conti azzerati alle Ferrovie e all’Anas: treni fermi e strade con le buche. Era questa l’Italia delle grandi opere?».
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