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«Cara Mercedes hai sbagliato»

«Cara Mercedes non sono d’accordo». Andrea Lulli, deputato, dalla prossima settimana membro della commissione Attività produttive della Camera, prende le difese del sindaco Romagnoli dopo l’attacco di Mercedes Frias sulla questione immigrazione. «Bastava essere in piazza ieri, alle celebrazioni del 2 giugno, per accorgersi che accusare il sindaco di fomentare il razzismo non sta nè in cielo nè in terra».  

Che è successo?  «Beh, per esempio che quattro extracomunitari sono diventati cittadini italiani giurando nelle sue mani rispetto alla Costituzione e alle regole che governano questa comunità e che tanti altri hanno fatto il loro ingresso nel Castello dell’Imperatore per ritirare la Carta tradotta in otto lingue. Mi pare un esempio lampante di città multietnica che rispetta le diversità».  

Frias ha criticato gli attegiamenti che provocano la sindrome da assedio. Crede ci sia stato qualche fraintendimento?  «Credo che il sindaco punti alla migliore delle accoglienze ma nel rispetto rigoroso delle regole. E fa bene. Un po’ di disordine sono del parere che sia anche utile al progresso ma non significa lassismo. In altre parole sono favorevole a una linea di fermezza contro chi sfrutta situazioni di clandestinità e di irregolarità».  

Parliamo di cinesi a Prato, dunque.  «E non solo, anche se a Prato è certamente un macrofenomeno. L’evasione da tasse e tariffe, il lavoro sommerso, gli affitti in nero, le attività fuori da ogni regola, sono tutte manifestazione di una logica che arricchisce i privati e danneggia la collettività. Quindi va contrastata».

Come?  «Creando quelle condizioni per le quali anche chi vive ai margini della società alla fine sente il bisogno di emergere e integrarsi. L’obiettivo si raggiunge colpendo duramente le sacche di illegalità da una parte e dall’altra approntando, come accade a Prato, tutte quelle politiche sociali che garantiscono una convivenza civile».  

Che però hanno un costo elevatissimo  «Infatti. Io credo che Romagnoli con la lettera aperta al ministro degli Interni abbia anche cercato di dare un segnale, per altro in modo molto civile, al governo come alla Regione, sul fatto che un Comune che ha una delle densità maggiori di cittadini extracomunitari rispetto a quelli residenti tra le città italiane ma direi anche europee, non può farcela solo con i propri mezzi. Il carico è davvero troppo pesante».  

E come risposta il governo propone una sanatoria o in alternativa di dilatare i flussi?  «Chi annuncia sanatorie sbaglia. Sanatorie non ce ne saranno. E anche i flussi verranno rivisti esclusivamente se emergerà una necessità da parte del mondo dell’imprenditoria. I numeri, comunque, saranno estremamente contenuti».   Ha da dire qualcosa a Mercedes Frias?  «Discutiamo di più, confrontiamci anche pubblicamente. E vediamo di trovare una strada comune».