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ENERGIA: CON L'ULIVO TUTTA UN'ALTRA POLITICA. BASTA CON LE SCELTE FALLIMENTARI DELLA DESTRA

Tra i tanti contrasti tra Governo e Regione Toscana, uno ha riguardato il progetto di terminale off shore di rigassificatore di Pisa/Livorno. Perché secondo lei, considerata l'importanza di questo progetto alla luce della recente crisi di approvvigionamento, è trascorso così tanto tempo prima di autorizzare i progetti? E il centrosinistra come la pensa rispetto all'emergenza gas?

Quella del rigasifficatore di Pisa e Livorno è una scelta strategica importante in cui, a fronte di un buon lavoro della Regione Toscana insieme agli enti locali di Pisa e Livorno (e della costa), coniugando anche la decisione alla sostenibilità ambientale del progetto, il Governo ha svolto una funzione ritardante. Perché evidentemente nella volontà del Ministro Matteoli non c'è tanto l'interesse generale del Paese quanto il cercare di boicottare i governi di centrosinistra.

D'altra parte, il governo Berlusconi in cinque anni non ha fatto assolutamente niente per la problematica della politica energetica. E per quanto riguarda l'approvvigionamento del gas siamo arrivati alla soglia dell'irresponsabilità perché, sapendo che ci si poteva trovare in una situazione di difficoltà, è stato portato il Paese al limite della mancanza di gas per il riscaldamento di abitazioni private e aziende. Non a caso stiamo intaccando le riserve straordinarie, con costi pesantissimi per le famiglie e con una spada di Damocle sulle imprese. Di contro è comica la situazione per cui Berlusconi si vanta di avere grande amicizia con il presidente russo Vladimir Putin, che in realtà taglia all'Italia le forniture di gas in modo pesantissimo e parallelamente aumentano le tasse sul gas. E magari si manda la Guardia di Finanza a controllare che la temperatura dei termosifoni non superi una data soglia in case, uffici e aziende. Siamo al ridicolo, appunto. Per questo, di fronte al nulla della politica energetica del governo, il centrosinistra ha invece in mente di sviluppare l'autonomia energetica dell'Italia e i rigassificatori, in questo senso, rappresentano una scelta strategica fondamentale.

Nel programma della prossima legislatura avete in mente incentivi per favorire l'aggregazione delle imprese e per superare la frammentazione e il nanismo delle imprese locali di servizio?

Sì, il centrosinistra intende favorire l'aggregazione delle imprese per superare la frammentazione e il nanismo. Anche perché il nanismo delle imprese locali di servizi, alla lunga, rischia di veder aumentare i costi per i consumatori, singoli utenti e imprese. Naturalmente va salvaguardato il patrimonio di professionalità e la cultura che le imprese locali di servizio debbono mantenere nell'interesse generale. Tuttavia, per la crescente mole di investimenti che sarà necessaria nei prossimi anni, e anche per evitare l'assalto di imprese multinazionali desiderose di conquistare il territorio, c'è la necessità di dare incentivi specifici che vadano in questa direzione. Da un lato quindi è indispensabile sburocratizzare le fasi necessarie ad aggregare, che oggi rappresentano un freno. E poi, chiaramente, va studiata anche un'incentivazione fiscale perché si promuova un'azione in questa direzione. Può essere un passaggio importante. Sono stati tra l'altro presentati, nel corso dell'ultima legislatura dai parlamentari dell'Ulivo, progetti di legge che puntano a questo risultato con particolare attenzione ad alcune forme di public company, che rappresenterebbero un punto importante per dare uno sbocco positivo ai processi di aggregazione tra queste imprese.

Infine, riteniamo importante lo sviluppo del ruolo delle associazioni dei consumatori nel controllo delle tariffe e della qualità dei servizi. Possiamo quindi pensare alla nascita di comitati, anche sostenuti pubblicamente, che abbiamo la funzione di essere una sorte di terza gamba del servizio stesso, insieme all'autorità locale pubblica e all'azienda che fornisce i servizi, per la supervisione della dinamica del costi e sulla qualità dei servizi.