LULLI: "IL MIO PRIMO IMPEGNO UNA LEGGE RIGOROSA A TUTELA DELLA SALUBRITA' DEI TESSUTI"
Dopo settimane di incertezza e di serrate trattative, anche per Andrea Lulli è arrivata l'attesa riconferma in Parlamento. Tornerà quindi alla Camera, 18° nella lista toscana dell'Ulivo, 13° fra i Ds, per occuparsi soprattutto di problemi economici.
E' stata dura... "Per colpa di una pessima legge elettorale che ha reso tutto più difficile. Alla fine la Toscana ha prevalso e in lista ci sono i toscani..." Quale sarà il suo primo impegno nella nuova legislatura? "Far pesare di più il mondo del lavoro e i distretti, che sono la forza del paese. All'Italia hanno dato più di quanto abbiano ricevuto dallo Stato".
E in che modo? "Il programma dell'Unione prevede di spostare la pressione fiscale dal lavoro e dalla produzione alle rendite finanziarie. Quelle parassitarie, non certo i risparmi dei pensionati..." Ma lei in particolare quale battaglia intende condurre per prima? "Far approvare la proposta di legge di cui sono primo firmatario sul tessile e la salvaguardia della salute: servono regole più rigorose sulla salubrità dei tessuti e controlli più severi sulle merci importate. Sono misure fondamentali per la salute di tutti e per il nostro distretto".
Faccia un esempio? "Il colore nero. I tessuti scuri prodotti in Italia danno grandi garanzie, la stessa cosa non si può dire per quelli che arrivano dalla Cina o dai paesi dell'Est europeo. Ci sono elementi nelle tinture nere che possono provocare danni o allergie alla pelle".
Quale provvedimento economico varato dal governo Berlusconi è disposto a salvare? "Le norme sui distretti contenute nell'ultima Finanziaria: tardive, ma importanti"
E quale invece boccia senza appello? "La lista sarebbe lunghissima"
Si limiti al podio... "La prima è l'aumento della spesa pubblica. Altro che tagli: nel 2000 era il 37.4% del Pil, oggi è al 40%. E a beneficiarne non sono certo state le famiglie o le imprese. La seconda è la precarietà del lavoro: si è fatto della legge 30 un uso distorto, i giovani oggi non sono in grado di costruirsi un futuro. La terza è l'insufficiente difesa del Made in Italy, che è invece vitale, soprattutto per il tessile".
Chi promuove nel governo uscente? "Il vice ministro Urso di An. Lui sì che si è dato da fare per i distretti".
Probabile che la maggioranza degli operai pratesi voti per l'Ulivo, perché dovrebbero farlo anche gli imprenditori? "Perché la Cdl non ha fatto nulla per sostenere chi ha ancora voglia di scommettere, investire e fare impresa. Perché i fallimenti di questo governo sono sotto gli occhi di tutti".
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