CNA: SUBITO LA LEGGE PER TUTELARE IL MADE IN ITALY
In occasione del 69esimo taglio del nastro di Pitti Immagine Uomo, evento per la moda maschile, la dirigenza Cna accende i riflettori sulle priorità per il Made in Italy, prima di tutto la proposta di legge presentata dall'onorevole Andrea Lulli, e scattano affinità con un gruppo di stilisti toscani tra cui Maurizio Bonas, presidente del Comitato per la difesa e la tutela del Made in Italy. Sul piano organizzativo, Pitti Immagine lo attende, ma con molte probabilità Silvio Berlusconi non sarà presente all'inaugurazione, salvo ripensamenti. Peccato, perchè il Cavaliere perderà così l'ennesima occasione per confrontarsi con gli imprenditori del T/A impegnati in una battaglia cruciale con Governo e Ue per ottenere strumenti legittimi di difesa della competitività, della legalità, dell'onestà commerciale, della salute dei consumatori. In due parole: la riconoscibilità e la difesa del Made in Italy, che trova la completa adesione degli stessi stilisti.
"Siamo a fine legislatura ed è questo il momento di rafforzare le pressioni su Roma e Bruxelles per salvaguardare migliaia di aziende e milioni di posti di lavoro, ribadisce il presidente della Cna Anselmo Potenza "La legge sul Made in Italy, legata alla tracciabilità di filiera, è una priorità, l'unico strumento in grado di valorizzare la cultura, la ricerca e la qualità dei prodotti italiani ed offrire ai consumatori l'opportunità di fare scelte consapevoli e corrette. La capacità del nostro sistema di fare squadra risulterà determinante. Non chiediamo protezionismo, ma solo una legge che ci consenta di competere sui mercati globali a parità di condizioni con gli altri Paesi". Su questa linea, tra tutte le iniziative messe in campo ad ogni livello, rientra anche l'ultima campagna "InVesti italiano", capi realizzati da Cna Federmoda e presentati proprio al senato per spingere l'approvazione del marchio 100% italiano sui nostri prodotti manifatturieri, precisano Roberto Fabbri e Massimo Melani, rispettivamente presidente provinciale e regionale di Federmoda Cna "Di pari passo poi, non va allentata la presa su Bruxelles dove è in discussione il regolamento per l'istituzione dell'etichetta di origine per le merci importate extra Ue, che la Commissione ha già elaborato sulla spinta delle associazioni, Cna in testa".
Detto questo, ribadisce Lulli, relatore della legge e di altre risoluzioni che hanno impegnato il governo ad attivarsi per il T/A sia in Europa che al Wto "il pressing sul Parlamento è certo servito a costringere l'Ue a proporre un regolamento sull'etichettatura obbligatoria di origine per le merci in ingresso. Ma i risultati vanno consolidati. Come? Contrastando la potente lobby dei grandi commercianti e gli interessi della grande distribuzione che non vedono di buon occhio una normativa più stringente sull'etichettatura e temono questa maggior tutela dei produttori nazionali. Servono anche nuovi strumenti contro illegalità e contraffazione e maggiore severità verso chi usa comportamenti illegittimi che distruggono l'economia sana e i posti di lavoro. Di pari passo, dobbiamo qualificare sempre più le nostre produzioni puntando su innovazione e ricerca. Se è vero che finora il Governo non ha aiutato il Made in Italy, a fine legislatura bisogna guardare avanti: i problemi restano e chi guiderà il Paese dovrà dimostrarsi ben più sveglio".
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