MADE IN ITALY: LA LEGGE E' IMPORTANTE PER DIFENDERE I NOSTRI PRODUTTORI
Il piazzale interno alla Fortezza da Basso è quasi vuoto. La prima sensazione non è positiva. Prato Expo parte male? La domanda ricorre durante la mattinata di ieri, giorno di inaugurazione della rassegna. Tra gli stand però, qualche ora dopo, sembra che le cose vadano meglio e tra gli operatori affiorano anche umori positivi (a proposito, Caverni & Gramigni espone anche a Firenze e non solo a Milano).
Un calo di visitatori d'altra parte è perfino inevitabile, visto che le aziende che espongono sono meno dell'anno scorso. "L'importante non è il numero, ma la qualità dei clienti...", dice un imprenditore. "Facciamo la fiera e poi valuteremo tutto", sottolinea da parte sua Franco Bini, ex presidente di Prato Trade. Prudenza insomma e sentenza rimandata a oggi, quando tra l'altro chiude la Fiera unica a Milano e qualche visitatore potrebbe far rotta su Firenze. Nell'intervento che apre Prato Expo il presidente Riccardo Marini non menziona la questione fiere. E' costretto a farlo quando dalla platea arriva la domanda. E lui risponde con parole che qualcuno interpreta anche come un segno di apertura. "C'è chi dice che la prossima fiera la faremo a Milano? No. Non abbiamo deciso nulla. Non è detto che saremo a Firenze per sempre. Ma io ribadisco che non mi vedo in una fiera generalista come Milano. C'è già Parigi che fa bene questo ruolo".
Fuori dalla Fortezza - oltre allo striscione di tessuto tricolore che fascia all'ingresso il monumento fiorentino-ci sono i cartelli esposti dove si annuncia che la prossima edizione di Prato Expo, dal 16 al 18 febbraio 2005, si terrà a Firenze. "Abbiamo messo quei cartelli per dare ai compratori un segno di continuità - dice Vincenzo Pagano, direttore di Pratotrade, all'agenzia Ansa-ma l'ipotesi della fiera unica a Milano non è ancora del tutto tramontata. faremo ancora le nostre valutazioni a conclusione di questa edizione di Prato Expo".
Nel pomeriggio, le agenzie battono le parole soddisfatte di Paolo Zegna, presidente di Milano Unica, la fiera unica che per la prima volta riunisce Ideabiella, Ideacomo, Shirt Avenue e Moda In. "Nelle ultime edizioni le quattro fiere separate - spiega Zegna all'Ansa - avevano fatto registrare complessivamente la presenza di 514 aziende. Quest'anno è cresciuto non solo il numero degli espositori, arrivato a 609, ma anche quello dei visitatori che sono oltre il 50% in più rispetto alle passate edizioni, con un'elevata presenza di stranieri".
Ma sono anche altri i tempi sul tappeto. Marini e il presidente dell'Unione Longo rilanciano con forza la richiesta dell'etichetta di origine sui prodotti, in modo da far capire al consumatore cosa è fatto in Cina e cosa in Italia. E da parte sua il deputato Ds, Andrea Lulli, promette il massimo impegno e chiede sostegno per la legge sul made in Italy: "Io sono per l'Europa. Ma non possiamo continuare a non far nulla. Con questa legge, almeno, difendiamo gli interessi dei nostri produttori, visto che l'Europa per ora non lo sta facendo in maniera adeguata".
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